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Il primo sorso

Il primo sorso

Quando è avvenuto il primo contatto fra l’uomo e l’alcol? Acqua, piante, con contenuto zuccherino o ricche di amidi, e lieviti, allora come ai giorni nostri, erano in grado di dar luogo alla formazione dell’alcool etilico. Scopriamo i luoghi d’origine.

Secondo la definizione dell’OMS «la tossicodipendenza è lo stato di dipendenza fisica e psichica di un soggetto da una sostanza». Questa condizione è definita secondo tre criteri: la dipendenza fisica, in cui si ricerca la sostanza, la dipendenza psichica dove la ricerca e l’assunzione della sostanza hanno lo scopo unico di riprovare i sintomi positivi e l’assuefazione dove l’organismo, abituato alla sostanza, desidera dosi sempre maggiori. Tra le sostanze che determinano dipendenza e assuefazione c’è l’alcol.

L’alcolismo, o etilismo, è una sindrome patologica determinata dal consumo eccessivo di bevande alcoliche. Rientra nella definizione delle tossicodipendenze perché determina dipendenza fisica, dipendenza psichica e assuefazione. Le forme di alcolismo e i tipi di bevande consumate sono numerosi. In Italia il consumo di alcol è ancora notevolmente al di sopra dei valori indicati dall’OMS (circa 7,5 litri pro capite all’anno). Un aspetto particolarmente preoccupante è, inoltre, rappresentato dal costante aumento del consumo di alcol fra i giovani. Secondo le statistiche gli elementi che favoriscono l’insorgenza dell’alcolismo sono: i fattori individuali o familiari come gli insuccessi scolastici o professionali, l’ansia, l’immaturità, la valorizzazione di sé mediante l’alcol (l’alcol è spesso associato alla virilità, all’essere adulti, al divertimento); i fattori geografici (vivere nelle grandi città, per esempio); i fattori professionali (alcune professioni, quali quelle che comportano prolungati sforzi fisici, possono favorire il consumo di bevande alcoliche).

L’alcolismo acuto è uno stato di intossicazione dovuto a eccessiva assunzione, in breve tempo, di bevande alcoliche. Il sintomo principale dell’alcolismo acuto è lo stato di ebbrezza accompagnato da: alito alcolico e arrossamento delle congiuntive, logorrea, euforia, scoordinazione ideo-motoria e ideo-verbale, disartria, disturbi dell’equilibrio, tremori, diplopia. L’intossicazione acuta da alcol può anche provocare il cosiddetto coma etilico, uno stato di coma profondo accompagnato da ipotonia e midriasi. Il tasso di alcolemia, che può essere misurato mediante l’etilometro (prova del palloncino) o l’analisi del sangue, conferma la diagnosi di alcolismo acuto. L’intossicazione acuta causa disturbi del comportamento quali guida pericolosa, aggressività, atteggiamenti violenti, disinibizione ecc. Le conseguenze più drammatiche sono il coma profondo e la morte. I disturbi neurologici sono frequenti.

Se il soggetto è un bevitore abituale possono manifestarsi anche le complicazioni dell’alcolismo cronico. Questa forma di alcolismo può passare a lungo inosservata dato che gli alcolisti cronici reggono bene l’alcol e raramente appaiono ubriachi.

Il colloquio anamnestico può evidenziare l’abuso di alcolici, la dipendenza, uno o più fattori predisponenti, alcuni disturbi del comportamento come l’insonnia, l’irritabilità, stati di angoscia e sintomi digestivi. I sintomi fisici più frequenti sono volto arrossato, tremori, difficoltà nella deambulazione e fegato ingrossato. Gli esami biologici evidenziano generalmente un aumento della gammaGT (gamma-glutamiltranspeptidasi), dell’MCV (volume corpuscolare medio) e dei trigliceridi.

Le complicazioni di questa forma di alcolismo sono spesso tardive e si manifestano isolatamente, tra i più comuni la cirrosi epatica allo stadio tardivo che può cancerizzarsi, ipertensione portale, pancreatite acuta o cronica; nevrite ottica.

Il trattamento dell’alcolismo cronico prevede un check-up completo, un programma di disintossicazione, eventualmente in una struttura specializzata, una psicoterapia di sostegno e interventi psicosociali protratti, in stretta collaborazione con l’ambiente familiare e sociale del soggetto.

 

Addio al padre del Baileys

L’imprenditore britannico Tom Jago, il re dei distillati, leggendario inventore di liquori come il Baileys Irish Cream, dal 1974 il superalcolico più venduto al mondo, si è spento all’età di 93 anni Londra. Un marchio storico che non conosce il tramonto.

 

Bevande pericolose

L’alcool rappresenta il primo fattore di rischio per la salute in Europa, insieme al fumo e all’ipertensione. Uccide più di fumo e droga, basandoci sui dati che emergono dall’indagine sull’alcolismo in Italia. A preoccupare di più sono i giovani.

Gradazioni di emozioni

Le bevande alcoliche non suscitano tutte le stesse emozioni: il consumo di vino rosso e di birra è più associato a un senso di rilassamento, mentre i superalcolici danno una sensazione di sicurezza e di energia, fino a sfociare nell’aggressività, di seguito tutte le curiosità che svelano i segreti che si nascondono dietro la dipendenza.

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