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Giotto e le nano particelle

Giotto e le nano particelle

Dall’università di Torino parte il progetto Giotto, che si pone come obiettivo la ricerca di nuove strategie per trattare l’osteoporosi. L’utilizzo di nanoparticelle magnetiche funzionalizzate, in grado di promuovere l’attività biologica delle cellule tramite uno stimolo meccanico controllato, è il cuore pulsante del progetto, insieme all’utilizzo di stampa 3D e nanomateriali intelligenti.

Il trauma è una lesione locale o generalizzata dovuta all’azione violenta di agenti esterni all’organismo che possono essere di varia natura: meccanica, elettrica, chimica o psichica. I traumi fisici possono riferirsi a lesioni dell’apparato locomotore, come distorsioni, fratture, contusioni a lesioni cutanee come ferite, ustioni e a lesioni viscerali che possono interessare fegato, milza, reni.

Le circostanze in cui si possono verificare i traumi sono molteplici. In Italia gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte tra i maschi sotto i quarant’anni e gli infortuni domestici la prima causa di morte tra i bambini da zero a quattro anni. Tra i numerosi tipi di incidenti domestici vi sono le cadute, le ustioni, le intossicazioni, le folgorazioni, gli annegamenti che si verificano in casa o in giardino. A scuola e nel tempo libero il gusto del pericolo è causa di numerosi incidenti sia tra i maschi sia tra le femmine. Gli sport da competizione o determinate attività sportive a rischio sono sci, alpinismo, sport nautici, motociclismo, paracadutismo. In Italia si registrano ogni anno circa 1300 morti sul lavoro. Le categorie più colpite sono gli operai edili, gli operai addetti ai lavori pubblici e gli operai meno qualificati.

La gravità dei traumi dipende dalla violenza dello shock subito, dall’organo colpito e dalla presenza di eventuali lesioni multiple (politrauma). La prognosi è aggravata dalla presenza di lesioni multiple, dalla compromissione di organi vitali (cervello, cuore, polmoni ecc.), da complicazioni quali un’infezione o un’emorragia oppure dalla presenza di una patologia preesistente al trauma. I traumi a carico dell’apparato locomotore si presentano spesso in associazione a lesioni cutanee (le ferite) o a lesioni viscerali. Tra i vari tipi di fratture troviamo: le fratture craniche, che presentano raramente complicazioni e nella maggioranza dei casi guariscono senza conseguenze; talvolta possono, però, determinare una lesione cerebrale che espone il paziente a gravi complicazioni di ordine neurologico e vitale. Le fratture delle costole spesso sono dolorose, ma hanno una prognosi benigna. A volte possono determinare complicazioni respiratorie immediate (ferita pleuropolmonare) o tardive (lembo costale mobile, insufficienza respiratoria).  Le fratture della colonna vertebrale determinano problemi differenti a seconda del modo in cui sono state prodotte e della loro localizzazione anatomica. Le fratture degli arti presentano quadri clinici assai variabili. La gravità delle fratture della colonna vertebrale dipende essenzialmente da due fattori: la presenza di lesioni a carico del midollo spinale, che determina sintomi neurologici e la possibilità di ripristinare o meno la funzionalità della colonna vertebrale, ovvero il sostegno e i movimenti del corpo. Le fratture composte (senza dislocazione dei monconi ossei) sono stabili, hanno una prognosi benigna e raramente determinano complicazioni, mentre le fratture scomposte (con dislocazione dei monconi ossei) sono sempre gravi, perché possono interessare i tessuti molli o le strutture nervose adiacenti, e spesso sono instabili.

Salviamo le ossa

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In Italia le fratture da fragilità colpiscono 4 milioni di persone con più di 50 anni: questo dato si traduce in costo per la sanità pubblica, da qui l’interesse e la nascita di un manifesto sociale per la prevenzione e la riduzione di questi dati, basati su cinque punti imprescindibili.

 

 

SlothUn bradipo mastodontico

In Belize sono state ritrovate delle ossa, riconducibili a un bradipo preistorico gigante. L’antenato di quello che per noi è il più lento di tutto il regno animale appartiene alla specie Eremotherium laurillardi, e 27.000 anni fa raggiungeva le dimensioni di 6 metri di lunghezza, 4 di altezza e più di 6 tonnellate di peso. Riuscite a immaginarlo?!

 

Addio ai gessi

Addio ai gessi_032019

Una start up romana ha creato Holey, una piattaforma che permette alle strutture sanitarie di stampare in 3D tutori ortopedici, sono speciali perché personalizzabili, antiallergici e resistono pure all’acqua. Possiamo dire addio al vecchio gesso e conoscere la sua versione moderna e decisamente più comoda.

 

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