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Batteri nascosti

Batteri nascosti

Un miliardo per metro cubo è il numero di batteri che si nascondono in una spugna: così l’istituto di zoo profilassi di Venezia ci mette in guardia, svelandoci piccoli trucchi per rendere più pulito l’ambiente in cui cuciniamo e tenere alla larga le infezioni alimentari.

L’infezione è uno stato patologico provocato da agenti patogeni che penetrano nell’organismo. Può manifestarsi allo stato endemico in un Paese o diffondersi in modo epidemico o pandemico. Le infezioni si sviluppano in diverse fasi successive: c’è una prima fase di incubazione asintomatica (non si manifestano sintomi), che dura da due a tre settimane; una seconda fase di invasione, in cui i sintomi sono ancora poco significativi; una fase acuta, che presenta un quadro clinico e biologico caratteristico, tipico della patologia; una fase terminale, caratterizzata dalla scomparsa progressiva dei sintomi clinici e della febbre e infine una fase di convalescenza, caratterizzata dalla scomparsa di tutti i sintomi, eccetto talvolta la persistenza di astenia, anoressia e di anergia.

Esistono diversi tipi di agenti infettivi e di fattori che favoriscono l’insorgenza delle infezioni. Vi sono inoltre varie modalità di trasmissione e diversi mezzi di difesa sviluppati dall’organismo. Gli agenti infettivi dell’uomo sono i batteri (che troverete approfonditi di seguito), i virus, i parassiti, i funghi e i prioni.

I batteri sono microrganismi unicellulari visibili al microscopio ottico delle dimensioni di 1 micron. Hanno una forma variabile: sferica, come i cocchi (stafilococchi, streptococchi ecc.); allungata, per i bacilli (bacillo della tubercolosi, del tetano ecc.); e a spirale nel batterio della sifilide.

I batteri vengono evidenziati mediante la colorazione di Gram: i batteri si distinguono in gram positivi e gram negativi, in base agli strati di peptidoglicano contenuti nella parete batterica; questa speciale colorazione permette di distinguere le due tipologie, conferendo ai gram positivi tipico colore viola-blu avendo una parete molto spessa.

Inoltre i batteri possono essere aerobi o anaerobi a seconda che vivano e si sviluppino in presenza o in assenza di ossigeno.

La patogenicità dei batteri è dovuta al loro potere invasivo (capacità di moltiplicarsi e distruggere le cellule ospite) e/o alla loro capacità di produrre le tossine. Alcuni batteri sono in grado di trasformarsi in una forma di vita quiescente e molto resistente (spore) per sopravvivere in condizioni sfavorevoli e di ritrasformarsi nella forma virulenta in condizioni favorevoli. L’esempio più noto è la spora del tetano. Le malattie batteriche più conosciute sono il tetano, la pertosse, la lebbra, il botulino, la brucellosi, la tubercolosi. Quest’ultima causata dal mycobacterium tubercolosis è particolarmente insidiosa poiché riesce ad annidarsi nei compartimenti acidi, come lisosomi e macrofagi, inoltre solitamente i batteri hanno un tempo di duplicazione che va considerato in minuti, nel caso de mycobacterium si avvicina a quello di una cellula umana, circa ventiquattro ore. La crescita molto lenta la rende poco propensa alla risposta terapeutica.

 

tana libera tutti_022019Tana libera tutti

Recentemente gli scienziati dell’Istituto Europeo di Bioinformatica, attraverso la meta genomica e metodi computazionali, hanno scoperto 2000 nuovi batteri nel nostro corpo. Tutti localizzati nell’intestino, più precisamente nel microbiota, un microsistema ancora tutto da scoprire!

 

DNAMicrobiota al vertice

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi simbiotici che vivono nel nostro organismo senza fare danni. Ormai sono sempre di più gli studi che lo vedono protagonista, poiché si crede che in esso risieda la causa di molte allergie e malattie autoimmunu. Risulta quindi fondamentale imparare a rispettarlo!

 

approfondimento_022019Approfondimento del microbiota

L’interazione tra microbiota e ospite produce numerosi metaboliti, alcuni dei quali possono potenzialmente essere coinvolti nella carcinogenesi. Infatti la presenza di specifiche specie batteriche è stata associata all’efficacia e alla tossicità di farmaci chemioterapici e dell’immunoterapia. Il legame tra microbiota e tumore è evidente ma non ancora chiaro nel meccanismo.

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